Malocclusione e postura: cosa c’è da sapere

0 16 giugno 2017

Nelle ultime settimane abbiamo parlato del MORSO, ossia la relazione tra denti mascellari e denti mandibolari che va a determinare una precisa tipologia di occlusione. Abbiamo parlato del morso aperto, di quello profondo e quello incrociato. Vediamo ora che conseguenze possono avere queste malocclusioni sulla postura.

Malocclusioni e anomalie nell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) comportano infatti una posizione della testa e della colonna cervicale sbagliata; ripristinando la corretta posizione della mandibola si osserva un rilassamento dei muscoli sterno-cleido-mastoideo e il recupero della corretta postura.

Una malocclusione, ovvero la non corretta chiusura delle arcate dentarie, può provocare numerosi problemi a carico di:

- denti (maggiormente predisposti alla carie)

- gengive (possono ritirarsi più facilmente)

- muscoli predisposti alla masticazione (soggetti a frequenti contratture)

- articolazione temporo-mandibolare

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0 5 giugno 2017

Torniamo ancora una volta a parlare di morsi e malocclusione. Oggi la nostra attenzione sarà rivolta al morso incrociato (detto anche crociato o inverso) che si presenta quando l’occlusione di uno o più elementi dentali si presenta invertita rispetto alla norma. Nello specifico i denti inferiori sono in posizione più “esterna” di quelli superiori che infatti non riescono a “scavalcarli”. La parte superiore, dunque, si trova all’interno di quella inferiore.

Il morso incrociato è una disfunzione masticatoria e il paziente (bambino o adulto che sia) che ne è afflitto ha una occlusione patologica anche se inizialmente asintomatica. Coinvolge sia la dentatura che la base ossea in cui la dentatura è inserita, creando una situazione di asimmetria dentale e scheletrica. Le conseguenze del morso crociato condizionano la funzione neuro-muscolare della masticazione, obbligando la mandibola e i muscoli a una postura masticatoria scorretta e asimmetrica.

Questa mal occlusione può interessare sia i denti laterali che quelli frontali.

MORSO INVERSO POSTERIORE (O LATERALE)

0 24 maggio 2017

Riprendiamo il nostro approfondimento sui vari tipi di morso. Oggi cerchiamo di capirne di più sul morso profondo (detto anche morso coperto), ossia quella condizione in cui gli incisivi superiori coprono eccessivamente quelli inferiori e limitano parecchio i movimenti della mandibola. Normalmente gli incisivi superiori coprono gli inferiori di circa 2mm. Quando si arriva a 4 mm o più, siamo davanti a un morso profondo.

Si tratta di una situazione predisponente alle problematiche dell’articolazione temporo mandibolare che possono causare dolore, impedimenti nell’apertura o nella chiusura della bocca, o dolori alla schiena, cefalea muscolo tensiva, frequenti torcicollo ed altri disturbi.

La gravità di un morso profondo può essere tale che, invitando il paziente a occludere, si verifichi un contatto fra incisivi inferiori e mucosa palatina o tra incisivi superiori e gengiva, dove sarebbero tipicamente osservabili i segni delle lesioni provocate da questo continuo traumatismo.

Di solito deriva da anomalie scheletriche che coinvolgono:

  • una mandibola iposviluppata e tendente a ruotare in senso antiorario (in alto e in

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0 15 maggio 2017

A partire da oggi per tre differenti appuntamenti, vi parlerò del morso, ovvero la relazione tra denti mascellari e denti mandibolari che può avere differenti caratteristiche e determinare  la tipologia di occlusione. Cominciamo col dire che  l’occlusione è corretta quando il rapporto tra l’arcata superiore e quella inferiore è perfettamente funzionale e quindi anche esteticamente gradevole.

Parliamo di MORSO APERTO quando, con le arcate dentarie in occlusione, sono presenti spazi dovuti al mancato contatto fra elementi dell’arcata superiore ed elementi dell’arcata inferiore. Solitamente si sviluppa nella parte anteriore della bocca, fra incisivi superiori e inferiori, ma in alcuni casi può interessare anche i settori posteriori o laterali delle arcate dentarie.

Si distinguono:

  • morso aperto scheletrico per crescita prevalente verticale del viso (soggetto dolicofacciale con faccia lunga e stretta) la quale si esprime in una iperdivergenza delle basi mascellari e mandibolari
  • morso aperto dentale per disfunzioni orali quali succhiamento, deglutizione

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0 11 febbraio 2017

Hai degli inspiegabili mal di testa? Hai difficoltà o senti dei rumori ad aprire e chiudere la bocca? La tua mandibola ogni tanto si blocca? Digrigni o serri i denti di notte? Hai dolore davanti l’orecchio? Non riesci a masticare cibi duri? Ti senti la mandibola o i muscoli facciali stanchi al risveglio? Senti dei ronzii/fischi/sibili all’orecchio? Hai degli inspiegabili dolori alla cervicale, collo e braccia?

Se hai risposto si ad almeno una di queste domande potresti essere una delle tante persone affette da una patologia dell’articolazione temporo-mandibolare.

 L’ATM è una complessa doppia articolazione che collega la mandibola al cranio ed è fatta di ossa, cartilagine, legamenti, muscoli e liquido sinoviale. La patologia è determinata dalla perdita dei naturali rapporti anatomici esistenti tra i capi articolari, quello della mandibola (condilo), quello dell’osso temporale (fossa glenoide) e il menisco articolare tra loro interposto allo scopo di rendere congrue le superfici articolari.

Quando apriamo e chiudiamo la bocca il condilo (della mandibola) scivola in avanti e il menisco scorre sulla sua superficie impedendo che questo urti contro l’osso temporale. Perché questo meccanismo funzioni perfettamen

0 13 gennaio 2017

Gnatologia… cos’è questa strana parola? È lo studio del modo con cui i denti s’incontrano, ossia l’occlusione dentale. È l’analisi della rete di muscoli che muovono la mandibola e le articolazioni temporo-mandibolari responsabili della masticazione, fonazione, respirazione, serramento e digrignamento. Per occlusione dentale s’intende la maniera in cui i denti vengono a contatto quando si serrano, infatti, chiudendo la bocca, la mandibola (parte inferiore mobile) si articola rispetto alla mascella (parte superiore fissa) e le due arcate dentarie si toccano determinando così l’occlusione dentale.

Consideriamo un’occlusione dentale normale quando:

  • L’arcata dentale superiore è posizionata leggermente all’esterno rispetto a quella inferiore; così i molari e i premolari precedono omologhi inferiori di non più di mezzo dente
  • Ogni dente tocca due denti dell’altra arcata
  • I due incisivi superiori ricoprono quelli inferiori per circa la terza parte della loro lunghezza

In questo caso la muscolatura del volto e del collo e le strutture ossee che le sorreggono sono in armonia tra di loro in quanto la muscolatura interessata n

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0 10 gennaio 2017

La masticazione è la prima importante fase della digestione. Chiamiamo masticazione quel processo mediante il quale il cibo viene frantumato dai denti. Durante la masticazione l’area superficiale del cibo aumenta per permettere una migliore azione da parte degli enzimi digestivi e della saliva che in questo modo cominciano a scindere i carboidrati dell’alimento dando origine ad una fase di pre-digestione. Il cibo masticato (reso quasi una poltiglia) pronto a essere deglutito si chiama bolo; esso, una volta ammorbidito e deglutito, entra nell’esofago e prosegue la discesa fino allo stomaco. Se il cibo arriva allo stomaco già sufficientemente scomposto, diminuiscono i tempi di permanenza nel nostro organismo e di conseguenza si riduce la produzione di acidità gastrica.

La sequenza ripetitiva di apertura e chiusura della mandibola nel piano verticale è detta ciclo masticatorio. Il ciclo masticatorio dell’uomo consta di tre fasi:

  1. Fase di apertura: la bocca è aperta e la mandibola abbassata
  2. Fase di chiusura: la mandibola viene alzata verso la mascella
  3. Fase di occlusione o intercuspidale: la mandibola è ferma e i denti de

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0 30 dicembre 2016

La creazione e il mantenimento della corretta occlusione tra i denti dipende da una funzione molto importante ma spesso sottovalutata: la deglutizione.

Ogni giorno la produzione di saliva è di 1500-1800 ml e l’atto del deglutire si ripete, oltre al momento dei pasti, per 1500–2000 volte, circa una volta al minuto mentre dormiamo e due volte al minuto mentre siamo svegli.

L’organo essenziale della deglutizione è la lingua, costituita quasi completamente da muscoli, lavora in continuazione quando parliamo, mastichiamo, deglutiamo e anche quando non facciamo apparentemente nulla ed è in posizione di riposo. Con il suo lavoro incessante esercita una vera e propria funzione di formazione delle strutture ossee del cranio e modella la metà inferiore del viso. Ad ogni deglutizione la lingua spinge contro le strutture della bocca una forza di 1-1,5 kg.

Il punto in cui la lingua spinge tutta questa forza – la papilla incisale, dietro gli incisivi superiori – è la chiave per il mantenimento della posizione corretta dei denti e quindi di un bel sorriso. Esercitando la sua grande forza in que

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